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PIANTE ACQUATICHE SUL LAGO DI VARESE: NON SOLO ASPETTI NEGATIVI, MA HABITAT UTILE A MOLTE SPECIE.

Appello della Lipu: non intaccare il canneto, ora è in corso la nidificazione.

La grande quantità di piante acquatiche, di questo si tratta e non erronenamente di alghe, che ha fatto notizia nei giorni scorsi sul lago di Varese non ha solo conseguenze negative. Il tappeto galleggiante formato dalla pianta acquatica, l’esotica Elodea nuttallii, sulla superificie del lago si è trasformato in un nuovo ambiente temporaneo, una piattaforma di sosta utilizzata da diversi uccelli acquatici, come l’Airone rosso, l’Airone cenerino, la Sgarza ciuffetto, la Garzetta, la Sterna o il Tarabusino, attirando inoltre specie il cui avvistamento è solitamente più raro, come il Corriere piccolo o il Piro piro. Sono moltissime anche le Folaghe e Gallinelle d’acqua che utilizzano questo nuovo ambiente. Per altri uccelli acquatici, come i cigni, è inoltre fonte di approvvigionamento. E’ quindi un ambiente più che mai vitale, come testimoniano le immagini del fotografo Armando Bottelli.

In particolare il materiale galleggiante che attualmente è presente all’interno del canneto, in prossimità dell’area di confine con la Riserva Palude Brabbia, ha creato un nuovo habitat dove sono presenti moltissimi individui, per gran parte dei quali è in corso la nidificazione.

È bene ricordare che questa pianta è originaria del continente americano, da dove è giunta sino a noi come specie a scopo ornamentale per l’abbellimento di acquari e laghetti, presente nei nostri laghi ormai da alcuni anni.

Una curiosità, non solo non è un’alga, ma non è nemmeno rossa. La pianta è di un bel colore verde intenso, al momento anche in fioritura, finchè resta sommersa. Quando raggiunge la luce solare adotta questa strategia soltanto per difendersi dal sole intenso, un po’ come fa la nostra pelle sensibile alle scottature.

Questa specie è stata inserita nell’Elenco delle Specie Invasive Vegetali ed Animali di Rilevanza Unionale (Regolamento UE 2016/1141), ed è quindi soggetta a misure di rilevamento precoce ed eradicazione rapida; il commercio è inoltre proibito. Tuttavia per tutte queste specie i sistemi di controllo in natura, attuati soprattutto mediante raccolta meccanica, sono costosi e poco efficaci nel lungo termine per la facilità da parte della specie di riprendersi da pochi frammenti, si riproducono, infatti, unicamente per via vegetativa.

Apprendiamo che l’accesso ad alcuni porticcioli è già stato liberato, probabilmente può bastare: l’appello della Lipu è quello di non intaccare il canneto, ambiente di per sé fragile e al momento rifugio per molti uccelli nel pieno della nidificazione: il manto vegetale qui non costituisce un problema, ma al contrario ha una funzione vitale. Semmai è fondamentale continuare a studiare e monitorare il fenomeno e, solo dopo precise e scientifiche indicazioni, capire se, come e quando intervenire.