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Nidi di rondini e balestrucci: patrimonio naturale da preservare, nell’interesse delle generazioni presenti e future.

A Samarate a inizio giugno sono stati abbattuti due nidi di rondini e i dieci pulli all’interno sono stati gettati, ancora vivi, in un sacco. Purtroppo non è un caso sporadico: sono tante le segnalazioni di nidi di rondini o balestrucci oggetto di minacce di cittadini che li vogliono abbattere, rimuovere, allontanare. Sono accusati di sporcare. Ma le soluzioni per una buona convivenza esistono e consentono di preservare specie protette, in progressivo declino, senza inconvenienti.

Non solo rondini, anche i balestrucci sono spesso vittime di azioni di distruzione o rimozione dei nidi. Da qui la campagna di sensibilizzazione #salvailnido, per informare  che rondini, balestrucci e rondoni, con i loro nidi, uova e nidiacei, sono protetti da normative nazionali ed europee. Ma non è solo questione di leggi: averli come coinquilini deve essere prima di tutto motivo di orgoglio, perché ha un alto valore in termini di biodiversità, soprattutto in contesti urbani sempre più poveri di elementi maturali. 

A Varese una colonia di balestrucci, monitorata dalla Lipu, con trenta nidi, di cui la metà attivi: ecco un centro di biodiversità unico nel nostro contesto cittadino, un vero patrimonio naturale da preservare.

Ad esempio la Lipu è attualmente attiva a Varese con il monitoraggio di una meravigliosa colonia di balestrucci in centro città, nei pressi dell’ingresso dell’autostrada, dove, in un contesto ormai molto urbanizzato, su un edifico d’epoca persiste una colonia storica di balestrucci.

La Lipu Varese sta monitorando questa splendida colonia per il secondo anno: anche quest’anno i balestrucci sono tornati a rallegrare con i loro voli.

Perché è importante preservare le colonie di balestrucci come questa?

Perché i balestrucci, così come le rondini, sono una specie protetta che purtroppo negli ultimi anni registra un incessante declino. Spesso vengono accusati di sporcare e per questo i nidi vengono rimossi o distrutti. Ma è sufficiente mettere un asse sotto i nidi o al di sopra di terrazzi e balconi dove cade il guano: con un semplice gesto verrà eliminato ogni inconveniente e preservata la presenza di una specie a rischio.


La Lipu ricorda poi che rondini, rondoni e balestrucci sono tutelati da normative europee e nazionali, e la distruzione dei nidi comporta conseguenze dal punto di vista giuridico, con la Legge n. 157/92 e l’articolo 635 del codice penale, che stabiliscono il divieto di distruggere o disturbare la fauna selvatica durante il periodo di riproduzione. Inoltre la convenzione di Berna, ratificata in Italia con Legge 503/1981, stabilisce gli stessi divieti e classifica le rondini, rondoni e balestrucci fra le specie strettamente protette perché a rischio di estinzione.

Ma l’appello della Lipu va oltre: invitiamo i cittadini a preservare i nidi sugli edifici per far sì che possano tornare e garantire in tal modo la loro sopravvivenza. Le soluzioni per evitare gli inconvenienti legati al guano esistono, basta applicarle.