Bocciati i richiami vivi e le deroghe. Continua la lotta al bracconaggio

Due tra le pratiche più retrograde del mondo venatorio sono state di recente bocciate dal Consiglio regionale della Lombardia: su spinta di diverse associazioni ambientaliste, tra cui la LIPU, con CABS, ENPA, LAC, LAV, LEGAMBIENTE e WWF ITALIA, è stato annullato il tentativo di far riemergere due tra le proposte di legge in totale violazione della normativa nazionale e comunitaria.

Si tratta della cattura attraverso richiami vivi, vale a dire uccelli rinchiusi in piccole gabbie con lo scopo di attirare con il loro canto gli uccelli selvatici, e dell’autorizzare la caccia in deroga ai piccoli uccelli protetti.

Fonte: CABS Committee Against Bird Slaughter – Komitee.de

Sono due attività che erano già state sconfitte dalla cultura e dal diritto, e che da oltre sette anni non erano più consentite in Lombardia e nel resto d’Italia. A parte molti casi persistenti di bracconaggio, come le Prealpi lombardo-venete, con particolare concentrazione nelle zone tra Brescia e a Bergamo, ma anche il Delta del Po, le coste pontino-campane, le coste pugliesi, la Sardegna meridionale, la Sicilia occidentale.

Luoghi in cui il fenomeno del bracconaggio è particolarmente intenso, con molti siti di cattura illegale che sono stati individuati, con centinaia di reti, trappole, archetti, vischio, gabbie con richiami vivi posizionate nei boschi.

Fonte: CABS Committee Against Bird Slaughter – Komitee.de

Le vittime di queste barbarie sono migliaia di pettirossi, tordi, peppole, pispole, spioncelli, fringuelli, cince: tutte specie non cacciabili, a cui vanno aggiunte altre specie che possono rimanere intrappolate, dato che i mezzi di cattura utilizzati non sono selettivi. Spesso gli uccelli catturati sono venduti nel circuito della ristorazione, in altri casi, più rari, per il consumo diretto (Fonte: ISPRA).

Ma eccoli lì, alcuni consiglieri lombardi che, per interessi di vario tipo che li legano all’attività venatoria, a tentare l’impossibile, formulando due proposte di legge incostituzionali e illegittime, esponendo peraltro il Paese a sanzioni europee.

Fonte: CABS Committee Against Bird Slaughter – Komitee.de

Tuttavia, le argomentate azioni delle associazioni, la pressione legalitaria dello Stato e non ultimo il buon senso dei consiglieri lombardi, hanno avuto la meglio, scrivendo un lieto fine e bocciando le due proposte di legge.

Un grande successo per la natura e il diritto.

Ora però non bisogna fermarsi: sono ancora molti i siti illegali, i bracconieri colti in flagranza di reato, i piccoli uccelli catturati e uccisi illegalmente.

Per questo non deve mai fermarsi la lotta al bracconaggio, attraverso tutti i mezzi a disposizione: con la repressione e prevenzione del fenomeno, con un’informazione e sensibilizzazione sempre più capillari, attraverso la collaborazione con le Amministrazioni regionali e locali, le Polizie provinciali e con le Associazioni ambientaliste.

 


 

Foto in evidenza nell’articolo: Fonte: CABS Committee Against Bird Slaughter – Komitee.de

 

 

 

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