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Lago di Varese: i cormorani pagano per tutti.

In questi giorni si è dato il via libera all’abbattimento dei cormorani sul Lago di Varese: sono accusati di essere troppi e per giunta ingordi di pesce, a discapito delle specie autoctone e provocando il malumore dei pescatori.

Non è la prima volta che viene autorizzato l’abbattimento di cormorani sul lago varesino: come accade da alcuni anni a questa parte,  il cormorano viene additato come colpevole della diminuzione di pesce nelle acque varesine.

Ma in questo modo viene solo fatto slittare l’asse del discorso: se è vero che il cormorano si alimenta di pesce per sopravvivere, è altrettanto vero che non è imputabile a lui la diminuzione della nostra fauna ittica.

Le cause vanno ricercate in altre direzioni: in particolare, la valorizzazione e salvaguardia del patrimonio ittico deve essere perseguita con miglioramenti ambientali e non con l’uccisione di fauna protetta.

Il punto però è un altro: le vere urgenze del Lago di Varese, e in generale dei nostri bacini idrici, sono ben altre.

  • Il persistere dell’inquinamento, con scarichi fognari diretti nelle acque del lago e la presenza di scarichi abusivi
  • una cementificazione indiscriminata delle rive, con molte abitazioni e passeggiate che sorgono a ridosso delle sponde, tali da compromettere l’habitat adatto alla riproduzione ittica
  • la costruzione di chiuse e invasi artificiali che impediscono gli spostamenti a scopo riproduttivo di molte specie ittiche
  • l’eliminazione dei canneti e di gran parte della vegetazione acquatica
  • i prelievi eccessivi di acqua e forzato basso livello cui è stato a lungo sottoposto il Lago di Varese, per evitare allagamenti nelle abitazioni costruite troppo vicine alle rive
  • l’immissione di fauna ittica proveniente alloctona
  • le escavazioni in alveo

Queste sono alcune delle cause reali che hanno portato a uno squilibrio ambientale e a una conseguente riduzione del pescato.

Il cormorano è una specie autoctona

Si dimentica poi che il cormorano è una specie autoctona, a valenza naturalistica positiva, ed è indicato dalla Legge 157 quale specie protetta oltre ad essere tutelato dalla Convenzione di Berna ed incluso a tutt’oggi tra gli uccelli nidificanti della “Lista rossa” dei Vertebrati italiani che comprende le specie meritevoli di salvaguardia.

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